OGGI CE LA PRENDIAMO CON: UNA SIMPATICA LETTRICE CHE CHIAMEREMO LARA.

Ho sempre sognato di essere criticato da chi ha letto e stima elementi imprescindibili della letteratura come Fabio Volo e Francesco Sole.

Insomma, chiariamoci: criticare me, autore spocchioso, è come criticare la Monna Lisa. Forse è meno offensivo solo perché lei è una donna, e io uno schizzo mentale. Ecco.

Quindi, lascio la parola alla lettrice, e poi passo alla demolizione sistematica. Godetevela.

Ciao! Ho letto, ma ho paura di doverti dire che non mi piace granché: l’idea di un romanzo distopico sulla discriminazione dei poveri è senza dubbio interessante, ma tu lavori moltissimo per accumulazione di immagini, esamini uno stesso concetto così a lungo e così a fondo che rischi di fargli perdere efficacia. Una delle cose che rende 1984 così angosciante e così godibile è la nuda brutalità, quasi la casualità con cui le cose più atroci sono descritte come se fossero normali, ed è proprio questo che dà al lettore la misura dello straniamento. In queste prime pagine del tuo romanzo non succede nulla, almeno, nulla di davvero sconvolgente (la Jolie in “Changeling” viene trattata come Achille in un istituto psichiatrico, ma non è QUELLA la parte terribile del film); il protagonista ha i tratti di un vecchio confuso e impaurito, ma la situazione lascia un po’ perplessi…come quando non risponde all’appello e gli mettono in mano una scopa, mi aspettavo che volessero bastonarlo e qualcuno, per difenderlo, ci rimettesse le penne. Forse non ho capito bene tutto, comunque penso di essere confusa perché se ho davvero inquadrato il genere, le sensazioni che mi trasmette la lettura sono “sbagliate”, nel senso di inaspettate ma non positivamente. Usi un italiano molto ridondante, e a volte in modo un po’ strano (digrignar, riaffiorar, scivolar, un po’ troppi ar!), oserei dire scorretto ma immagino che ci sia anche un discorso poetico/metaforico

Mi fermo qui.

Insomma, non credevo di trovare lettori quarantenni che ancora frequentano le scuole elementari!

Allora: due lezioni veloci.

Tutti i libri non devono essere uguali tra loro. Per carità, alcuni grossi editori hanno lanciato questa moda, e alla gente piace mangiar sempre sterco, ma non tutti producono sterco. Insomma, l’omuncolo che abito non ne è capace. Sapete quanto è difficile copiare? Ben più di avere un’idea!

Insomma, alla fin fine non era Goebbels a dire che una balla detta cento volte diviene verità? E incolpiamo di questo il pusillanime che abito? Che, tra l’altro, non ha fatto altro che ripetere cinquanta volte lo stesso concetto perché gli ho suggerito, riuscendoci, che il pubblico è composto prevalentemente da gente col cervello di un criceto! Non è colpa sua, ma mia!

E insomma, hai ragione, cara lettrice: con le scope si fanno tante cose. Gli avevo dato l’idea di sodomizzare il protagonista, in una scena erotica che certamente gli avrebbe permesso di vendere più copie, ma NIENTE! Ha voluto fare il principino tutto puro e tutto casto, e gli ha fatto solo pulire il pavimento! Pulire il pavimento con una scopa, che cosa ridicola!!!

E poi hai perfettamente ragione, se un libro non rispetta il genere in cui è infilato, è spazzatura! Tutto dev’essere assolutamente prevedibile! Che cavolo ce ne facciamo della sorpresa, cavoli, siamo impauriti da quando ci svegliamo, vogliamo sapere già tutto in anticipo, belin!

Forse, sì, non hai capito bene tutto, mia cara. Insomma, se vieni a dire al pusillanime che usare forme poetiche nella narrativa è sbagliato, forse sei ferma alla lettura dei tuoi Volo e Sole. Che, a dirla tutta, le usano pure le forme poetiche. Aspetta, mi sono un poco perso.

Dove eravamo rimasti?

Ah sì, al commento della lettrice.

Dio, questi italioti! Quanto mi fanno imbufalire.

Vi voglio un mondo di bene.

Tanto che vi sodomizzerei tutti!

Au revoir!

L’autore spocchioso

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