DUE PAROLE CON QUELLA CANAGLIA SCHIFOSA DI ELVIO RAVASIO

Ma perché proprio a me deve capitare questa sfortuna? Perché devo avere sempre autori alla porta, peggio dei venditori di folletto (che, tra l’altro, saluto qui. Almeno, qui li saluto, mentre solitamente li percuoto con la mia pesantissima verga appena si appropinquano al varco)?
Cosa? Sono stucchevole nelle stesse, solite lamentele?
Allora fatemi un bel favore: fuori dai coglioni, che il blog è mio e ci faccio quel che voglio. D’altronde, sono nato per questo, no?

Sciò, scocciatori! E sciò anche all’autore Elvio Ravasio, che non ne ho voglia, che esco ora dal bagno e non voglio, che devo guardarmi la motogp e il campionato e non rompetemi le palle.

Vabbé, va bene, va bene. Non accetti i 10 euro per andartene, Elvio. Va bene. Due parole e via. Ma solo due eh. E le decido io.

Quel sorrisetto perverso.. Cosa pensavi di farci con quella bottiglia, eh, Elvio? Sporcaccione!

Il Supremo: Insomma, elvio, hai accettato anche perché in fondo, prendersi in giro un po’, fa sempre bene ed è sempre bello. Non ti bastavano le prese per il culo del resto del mondo?

La Dimostrazione del Fallimento: Le prese per il culo non bastano mai, sono l’essenza della vita. Quando non lo fanno gli altri mi prendo per il culo da solo e mi riesce anche bene, certe risate…

Il Supremo: E ti ritrovi a scrivere, un bel giorno, dopo aver capito che le storie dette ai tuoi bimbi potevano leggerle anche altri. Ma farci il favore di tenerle per te, no?

La Dimostrazione del Fallimento: E privarvi del trash fantasy per eccellenza? Sarebbe stato indelicato non credi? Immagina quelle migliaia di bambini che sarebbero cresciuti senza traumi, senza un punto di riferimento oltre gli ansiolitici e gli psicofarmaci. I miei libri sono terapeutici, se hai un’influenza, mentre leggi, diventa immediatamente una broncopolmonite.

Il Supremo: Scommetto che i tuoi figli ti sono molto grati. Soprattutto per i ringraziamenti calorosi che devono ricevere dopo che tutti hanno scoperto che le storie con cui ci ammorbi erano tutte per loro.

La Dimostrazione del Fallimento: Di figlia ne ho solo una e ha i suoi problemi, non sono ancora sicuro se la causa di questi problemi siano state le storie che ho scritto o proprio io, indagherò a fondo.

Il Supremo: Draghi, terre magiche, elfi e fate. Finito di drogarti, che è anche ora?

La Dimostrazione del Fallimento: L’unica droga che uso è il cioccolato, una volta mi hanno trovato sdraiato sull’asse da stiro che dormivo con il vestito da kinder. So che dovrei smettere ma è più forte di me, dovrebbero fare anche le supposte di cioccolato.

Il Supremo: Ho saputo che giri per fiere per vendere. Quanto viene un etto di porchetta al tuo banco?

La Dimostrazione del Fallimento: È troppo cara per te, non te la puoi permettere. Piuttosto posso tenerti un dito medio di sacrocefalo volante. Quello viene via a poco.

Il Supremo: Tu hai un’idea tutta tua dell’editoria, a quanto dici. Quindi la nostra idea che loro non debbano cagarti di striscio è sbagliata?

La Dimostrazione del Fallimento: L’idea è giusta, ma un’idea finché resta un’idea è soltanto un’astrazione, se potessi mangiare un’idea avrei fatto la mia rivoluzione.

Il Supremo: Ma non avete ancora capito che il fantasy fa veramente cagare?

La Dimostrazione del Fallimento: Ma cosa centra? Noi l’abbiamo capito benissimo, sono gli altri che devono capirlo e se non li aiutiamo noi come fanno?

Il Supremo: Hai uno stile particolare, mi dicono. Qualcuno, coi tuoi libri, si è arricchito di dissenteria.

La Dimostrazione del Fallimento: Sì, ma quello non centra con lo stile, dipende cos’ha mangiato la sera prima. È inutile che fagocitate la peperonata con lo stinco e poi date la colpa ai nostri libri. C’è un limite a tutto.

Il Supremo: Ma i grandi editori non ti hanno mai rivolto la parola? Per dirti, per esempio, di smetterla di scrivere?

La Dimostrazione del Fallimento: Vedi, i grandi editori non hanno capito una mazza. Io sono l’untore del fantasy, l’ammorbatore per eccellenza. Colui che renderà il fantasy un genere d’avanguardia, la nouvelle cousine del medioevo. Ok basta cioccolato.

Il Supremo: Il natale è una magnifica festa per noi autori, no? Sai com’è, coi nostri libri..in quanti ti pagano per cambiare lavoro e non ammorbarli?

La Dimostrazione del Fallimento: A me basta che mi paghino, il lavoro lo cambio anche. Ma sai com’è, tutti parlano, parlano poi quando c’è da tirare fuori le palanche sembrano le rane sull’autostrada, saltano da tutte le parti.

Il Supremo: Dai, su, ti lascio sputare il rospo. Butta fuori tutto quel che hai contro il primo stronzo, lettore o editore, che ti viene in mente.

La Dimostrazione del Fallimento: Ma no, perché infierire con quella gran testa di… che gli venga un… possibilmente sotto la cintura. Ma è anche simpatico, peccato che sbavi come un facocero in amore. E la prossima volta pagalo il libro. Ufffff era un po’ che volevo dirlo.

Il Supremo: Ma quanto sono simpatico, vero?

La Dimostrazione del Fallimento: Una cifra, come il limite di 50 allora sull’autostrada. Grazie mille per avermi concesso l’opportunità di dire le cose come stanno illustrissimo spocchioso!

Ah! Finalmente! E ora ho anche lo stimolo per tornare in bagno! Grazie Elvio, a qualcosa in fin dei conti servi.

Insomma, se non l’avessi capito, i tuoi libri fanno cagare!

Ora, al prossimo autore che si presenta, dedicherò una bella scoppiettata con pallettoni a sale.

Con tutto l’affetto che posso provare per voi, cioè zero.

Mai cattedrale, ma nemmeno duomo.

L’Autore Spocchioso

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