DUE PAROLE CON QUELL’INSIGNE MENTECATTO DI LIVIO GAMBARINI

Mi dovranno fare santo, insomma. Vi rendete conto di quale aborto devo subire, ogni santa settimana? Cos’ho fatto di male?
Ebbene, anche stavolta mi tocca esaudire le preghiere di un – perdonate il termine – autore.

Insomma, qui con me c’è Luca Gamberini. Luca Gambarini. Livio Gamberetti.

Insomma, sto tizio.

Quindi, approntandomi a parlarci, come stessi per pestare i ceci con le ginocchia, do la mia imprecazione quotidiana a questo scribacchino da quattro soldi.

E per favore, non fate finta che vi interessi quello che andrò a scrivere.

Leggete solo le parti più interessanti, evitatevi il disturbo di leggere tutto. Sono quelle con scritto di fianco Il mio Lord profondissimo. Sì, le mie, esatto.

Anzi, già che ci siete, evitate il disturbo. Evitatemi. Evitate. Andate da un’altra parte.

Fuori dai coglioni.

Sciò!

10846841_1533664916872459_2031177824_n

Guardandoti, Livio, non posso fare a meno di pensare che un poco il Lombroso avesse le sue ragioni.

Il mio Lord profondissimo: Quindi, Livio, ci siam messi d’accordo per trattare determinati temi, in quest’intervista. Bene, parliamo di tutt’altri argomenti: ma come stai messo?
Il Granduca di Sticazzi: Visto che i lettori non ci possono vedere, a loro beneficio descriverò come sto messo così: in ciabatte e mustacchi, con un bicchiere di spumante in mano: oggi si festeggia la messa online del nuovo sito di Acheron Books, che presto pubblicherà un mio romanzo! Prosit!
Il mio Lord profondissimo: Sempre ad affogare la depressione nell’alcol, eh, vecchia ramazza! D’altronde te l’ho detto tante volte, i libri già non si leggono, figurati i mattonazzi storici. Te ne rendi conto?
Il Granduca di Sticazzi: Altroché. Ti immagini cosa succederebbe se la gente leggesse davvero la roba che scrivo? Sarebbe la fine della mia carriera da scrittore… no, molto meglio così!
Il mio Lord profondissimo: Adesso non cominciare a parlarmi di carriera e soddisfazioni, perché parlarne con te è come sentire un chiodo parlare di scopate. Insomma, sei ridotto male, no?
Il Granduca di Sticazzi: Malissimo… questo spumantino va giù che è un piacere e di te ne vedo due… e già uno non è che fosse un bello spettacolo! In ogni caso, Le colpe dei padri mi ha dato tante soddisfazioni quanti mal di testa: un sacco!
Il mio Lord profondissimo: Certo. Crediamoci. E tu, credi che freghi a qualcuno conoscere la storia di Bergamo?
Il Granduca di Sticazzi: Non dimenticare che la provincia di Bergamo fa più abitanti di Basilicata, Molise e Valle d’Aosta messe insieme, le donne bergamasche sono più di mezzo milione: conoscere la storia orobica è un’eccellente strategia di cuccaggio! E poi, devi aggiungerci anche le milanesi: si sciolgono tutte, quando gli racconti che la carrozza fu inventata proprio per il matrimonio di uno dei personaggi del romanzo!
Il mio Lord profondissimo: E sti cazzi! Molise, Basilica e Valle d’Aosta. Mica pizza e fichi, direi. Però diciamocela tutta, Mimmo, con la faccia che ti ritrovi, proprio te dovrebbero stare a sentire? Non so se lo sai, ma esiste una cosa chiamata scuola. Già, dimenticavo che non l’hai frequentata.
Il Granduca di Sticazzi: Ne ho sentito parlare, ma ammetto che la trovo un po’ noiosa. Immagino che sarebbe più interessante, se, a Storia, invece che una serie di date e nomi inutili ti insegnassero cosa si mangiava nel medioevo, quali peccati commettevano i prelati e cosa si celava nelle missive segrete dei grandi signori…
Il mio Lord profondissimo: Direi che interessante è un concetto molto relativo, a questo punto. Relativamente, per te, distante da interessante. Ma.. ho sentito che ci dai dentro con le vecchiette, dopo gli eventi. Da dove questa perversione? Sarà mica scaturita dal tuo interesse verso il passato storico?
Il Granduca di Sticazzi: Stavolta mi hai proprio beccato. Le signore tra i 45 e gli 80 anni costituiscono una grande percentuale dei miei acquirenti nelle fiere e ai banchetti; tuttavia, parecchie di loro comprano Le colpe dei padri per regalarlo ai figli, che in questo periodo sono tutti disoccupati e squattrinati.
Il mio Lord profondissimo: Capisco il motivo dei mal di testa, ora: evidentemente, dopo la prima, cerchi di evitare la seconda scopata. Dicevamo, Livio è un nome prettamente da romano. Perché non te ne torni in quel periodo storico, dato che poi, tra l’altro, la storia ti piace pure?
Il Granduca di Sticazzi: Mi piace un sacco l’Impero Romano. Però è tutto troppo pulito, per i miei gusti: mi affascina di più il medioevo, sia perché è un periodo più vicino nel tempo, sia perché è un casino micidiale. La gente non si sogna nemmeno di quante cose esaltanti o terribili siano capitate nell’Età Oscura!
Il mio Lord profondissimo: Esaltanti, già. A sentire te già mi esalto. Come un pinguino all’equatore. Lo sai che scrivere è per gli sfigati?
Il Granduca di Sticazzi: E meno male. Sennò non avrei la minima speranza!
Il mio Lord profondissimo: Pensi ci si debba vantare di essere autori? Per carità, io da autore già evito altri autori. Figuriamoci come ti sta lontana la gente, nel tuo caso.
Il Granduca di Sticazzi: Se sei tu a tessere le tue lodi e non gli altri, allora vuol dire che sei una schiappa. D’altra parte nell’era di internet esiste solo chi si fa sentire: per questo cerco di raggiungere quanti più canali possibile per far vedere la mia brutta faccia alla gente, in modo che se la ricordi e per distrazione magari gli scappi di comprare una copia delle Colpe o di qualche mio altro lavoro!
Il mio Lord profondissimo: Ecco, speriamo che gli scappi. La voglia. Cosa hai fatto di bello nella vita? Non ti chiedo la luna.. anche, che so, esserti tagliato le unghie ieri sera.
Il Granduca di Sticazzi: Vado molto fiero della Fagiolata alla d’Oggionese, il piatto che ho inventato insieme ad alcuni amici durante il mio degenerato periodo universitario. Una porzione per quattro persone è composta da due vasetti di passata di pomodoro, una lattina di fagioli bianchi, rossi e borlotti, due peperoni, mezza cipolla, salsiccia, pancetta a cubetti, lardo di Colonnata, scannello di maiale, scamorza, salame piccante, wurstel a dadini, stracchino, un uovo crudo e mezza tavoletta di cioccolato. Hai capito bene: “mezza tavoletta di cioccolato”: provare per credere! Occhio però, crea dipendenza.
Il mio Lord profondissimo: Bene, ho capito anche la tua passione per il medioevo. Ce l’hai nello stomaco l’epoca buia. Ho saputo che hai sfiorato la Mondadori. Però non te l’ha data e ti ha denunciato per violenza sessuale. È vero?
Il Granduca di Sticazzi: Verissimo! Nel 2013 sono stato finalista del concorso Chrysalide nella sezione di Fantascienza… insomma, la Mondadori mi ha lanciato occhiatine maliziose, ma alla fine a portarsela a letto è stato Alessandro Renna, amico e compagno di penna del forum per scrittori della Tela Nera.
Il mio Lord profondissimo: E poteva essere altrimenti? Ho letto che ti piace la fantascienza. Beh, già mettere sullo stesso piano te e i libri lo è, in fondo, non ti pare?
Il Granduca di Sticazzi: Se mi metti sullo stesso piano con un qualsiasi numero di libri, andrà inevitabilmente a finire che me li leggerò tutti prima di passare al piano successivo. Con l’ascensore, naturalmente, così non inciampo mentre leggo!
Il mio Lord profondissimo: Dai, spara la cosa più cattiva che vuoi contro uno stronzo lettore o editore in particolare.
Il Granduca di Sticazzi: Voglio bene a tutti i miei lettori, inclusa quella lettrice che ha scritto una recensione delirante sulle Colpe, in cui dal mio romanzo desumeva le (maestose) dimensioni del mio pene. In effetti voglio bene SOPRATTUTTO a quella lettrice. Però quando porto il libro a una fiera mi stanno antipatici quei tizi che arrivano lì e ti tengono un quarto d’ora a parlare dei LORO libri. Vi colga lo sguaraus, scartavetra-gonadi!
Il mio Lord profondissimo: Ma quanto vorresti slinguazzare l’autore spocchioso, eh? Peccato per te che sono etero. E non mi piace la barba.
Il Granduca di Sticazzi: Peccato… raffredderò i miei bollenti spiriti in questo ennesimo bicchiere di spumante. In alto i calici, CIN CIN! Brindiamo al futuro, al passato e al Mingotti, che ringrazio di avermi invitato a questa spassosa intervista con te, mio truce amico!

E finalmente, dopo una buona dose di cazzate e farfugliamenti, posso lasciare questo scocciatore al pubblico ludibrio.

Livio, lascia che te lo dica: non ce ne frega un cazzo dei tuoi libri storici.

E voi, che ci fate ancora qui? Devo prendere il mattarello rinforzato?

Fuori dalle palle!

Vi amo profondamente

mai vostro, illuminato, Autore Spocchioso

Annunci

CATEGORIE DEGLI ABIETTI – I TIPI DI LETTORE

Lettori cari – nel senso che mi fate spendere molto tempo, e inutilmente -, stante il mio immenso amore per voi – come saprete, vi stimo quanto apprezzo una cistite nel periodo natalizio, o una dispensa vuota in un giorno di forte nevicata – ho deciso di accettare la sfida di tale, sconosciuta, Eleonora, e vado quindi, brevemente, a descrivere le varie tipologie della vostra aberrante specie.

Dicevo, brevemente.

O anche lungamente. Chi siete voi, in fondo, per dirmi quanto dev’essere lungo il testo?

Vi rispondo io: un cazzo di nessuno.

Quindi, divertitevi a incesellarvi nella vostra bolgia infernale, data la vostra sicura e prossima dannazione.

– i lettori che scrivono: gente che solo per il fatto di aver sfogliato un numero di Focus pensa di essere stata illuminata dal sacro furore della penna, e invece dovrebbe solo essere accesa dalla santissima pira del fuoco. Falsi gentili ad un primo impatto, suggeriscono che anche loro coltivano il dono della scrittura, per poi cercare di attaccarti a tutti i costi nonostante le loro scarsissime conoscenze in materia – e la loro detta ignoranza. Per dire, gente che non sa come si scrive Se stessi non meriterebbe nemmeno il dono della vita, ma tant’è. Paragonabili alle piattole, alle pulci o, peggio, alle tenie. Viscidi e piccoli come roditori. Chiaro che il sole immenso del mio talento risplenda su tutti loro come la croce sui vampiri.

– i lettori di fantasy: se solo si scrostassero di dosso i chili di untume, e si lavassero i capelli almeno una volta al mese, non sarebbero tanto malaccio. Riesci a scovare un lettore di fantasy anche a chilometri di distanza. E non per la luccicanza. Suggerisco abbondanti dosi di deodorante, piuttosto che lunghe sedute a giochi di ruolo che, è pur vero, nella loro immensa frustrazione di vita li rendono almeno miseramente felici, anche se consci che si tratti di un gioco. Forse. O forse no. Il più delle volte, no.

– i lettori di fantascienza: i servizi psichiatrici dovrebbero ringraziarti ogni volta che incroci questi individui, che chissà come sono sfuggiti alle loro mani, risparmiando spese allo Stato, ma rendendo scartavetrabili i tuoi coglioni. Qualcuno di questi psicolabili è anche riuscito a fondare una religione, e a trovare seguaci: ed è tutto dire.

– i lettori di erotica: gente che legge sdraiata a letto con una mano sul pube. O nel pube. Non fa differenza. L’importante è stare lontani dai loro libri e dalle loro mani.

– i lettori forti: esiste la vita reale, e poi esistono i lettori forti. Nascosti dietro le finestre, non escono mai, nemmeno per comprare i propri libri. Hanno ragnatele anche nelle mutande, hanno idea di saperne più di qualsiasi autore – per il solo fatto di leggere, eh. Come se guardando la motogp potessi correre più forte di Valentino. Oddio, in questo momento non sarebbe nemmeno tanto difficile – e una critica pronta per tutti. E poi ritornano nel loro guscio di sfigati senza vita sociale, dove chiamano a tavola i loro libri, servendogli zuppa di muffa e umidità. E un poco di acari, che non guastano mai.

– i lettori deboli: leggono due libri all’anno, eppure anche loro hanno idea di saperne più di qualsiasi autore – come se, leggendo sul giornale un trafiletto sulla vita sentimentale di Valentino, pensassi di poter correre più veloce di lui. Anche qui, forse ora è fattibile -; confondono l’italiano con qualche altra sconosciuta lingua straniera, eppure sono pronti, sempre e comunque, ad esprimere la loro. Hanno la stelletta della Qultura sul petto; i maschi la mostrano per la figa, le donne per… le donne non la mostrano, ecco. Almeno, a loro non la mostrano. Chissà perché.

– gli analfabeti di ritorno: dicono di amare la lettura per il solo fatto di frequentare facebook una volta al mese, per un’oretta circa. Hanno più amici di Obama. Chiediamoci il perché.

– i lettori che recensiscono: il peggio in assoluto. Dispotici, tiranni, credono di essere giornalisti e critici affermati per il mero vanto di avere una penna in mano. Anzi, nemmeno quella. Solo i tasti della tastiera. Credono di poter dire qualsiasi cosa per il solo fatto di non essere pagati. Beh, anch’io non sono pagato, ma non vado in giro ad insultare la gente. O no? No. Forse ci vado. E si arrogano pure il diritto di avere un’opinione. Tzé, in Italia?!

– i lettori che fanno video-recensioni: il peggio. Nemmeno battono su una tastiera!

– i lettori che si lamentano degli autori che si lamentano dei lettori nelle video-recensioni: dai, che col vostro cervellino caro ci arrivate! Beh, se volete sparare addosso agli autori, per me fate pure: categoria più che abbietta! Ovviamente saprete che non dovete toccare sua regalia qui presente. Anzi, che non potete toccare. Sono divinamente inarrivabile.

– i lettori che si lamentano degli autori che si lamentano dei lettori che si lamentano degli autori nelle video-recensioni: no, non ci potete arrivare qui. Se ci arrivate, speditemi una cartolina.

– i lettori italiani: dispotici, menefreghisti, avari, pecore, interi greggi; belanti, critici, nullafacenti, fancazzisti e arroganti; vanagloriosi e ignoranti, parlano per dar fiato alla bocca, e non per cognizione di causa. Sì, se non l’avete capito, voi fate parte di quest’ultima categoria. E puzzate anche, un po’.

– tutti gli altri: feccia, feccia e feccia. Categoria da abolire completamente! E quanta carta salvata, nel caso, quanto ben di Dio!

In fondo, leggere a cosa serve?

Nella società di oggi?

Piuttosto un bel profilattico, un cinquantino in tasca e via! Questo è divertimento!

Uno sputo in faccia e una scatarrata sui piedi, sempre vostro

L’Autore Spocchioso

DUE PAROLE CON QUEL SIMPATICO POVERACCIO DI EVANDRO STRACCINI

Capite, il molliccio che mi ospita ha anche il gran culo di conoscere degli autori! Pensate cosa mi tocca sorbire! Anche la compagnia di altri depressi e frustrati che credono di poter scrivere temini da far leggere ai compagni fino ai sessant’anni!!!

Stavolta ho dovuto fare due chiacchiere con un certo Evandro Straccini. CHI??? Sì, esatto, un emerito sconosciuto. Per di più autore. Di fantascienza. Sigh.

Diciamo che ho dovuto sopportare questo individuo per una mezzoretta, per dargli un contentino: insomma, la mia presenza risplende più di qualsiasi astro, quindi gli ho solo fatto un gran favore.

Beh, non potevo essere anche buono, oltre a dargli retta. Ne è uscita un’intervista che fa veramente schifo, ma.. si sa, nella vita niente riesce col buco. A volte nemmeno la torta a ciambella. Per dire.

10846375_376179235883030_5449389691244377891_n

Dio mio. Guardate che individui mi tocca frequentare. E sì,le sopracciglia sono tutte sue.

 

Io, il divino: Allora Evandro..fai finta che mi interessi: di che parla il tuo libro?

Quell’altro pusillanime: Fai bene a far finta di interessarti, giacché Io faccio finta che il mio libro parli di un’epopea fantasy-fantascientifica, ma tanto quelli come te non se ne accorgono nemmeno.

Io, il divino: Evandro, sveglia. Hai quarant’anni. Non si fanno i soldi coi libri, in italia. Ancora ci credi?
Quell’altro pusillanime: Ci credo sì! Sarò il primo a fare una montagna di soldi scrivendo storie come si deve, fare i soldi con romanzi fotocopia stile sfumature di grigio o scrivendo storie smelensate per le solite donne sfigate sono capaci tutti.

Io, il divino: Ancora fantasy poi! Quindi ti rivolgi a quei decelebrati mangiagomme quindicenni? Sì?
Quell’altro pusillanime: No! La mia non è fantasy per tutti, magari se chi legge attivasse il cervello potrebbe capirci qualcosa!

Io, il divino: Evandro, sei il perfetto esempio dell’imprenditore italiano: senza sbocchi e senza alternative! Come pensi di promuoverti tra gli italioti?
Quell’altro pusillanime: Aspetto un colpo di culo! Per tutto il resto, impegnarsi h 24 su tutti i fronti non serve a nulla.

Io, il divino: Evandro, il tuo è un record di parole, a quanto vedo. A parte ripetere cinquanta volte ogni singola lettera dell’alfabeto, hai fatto qualcosa di interessante? Cioè, non vorrei ritrovarmi a ricordare le scuole elementari, diamine.
Quell’altro pusillanime: I miei romanzi sono lunghi perché le storie che ho da raccontare sono lunghe. Volete romanzi brevi? Compratevi quelli proposte dalle piccole CE composte da decerebrati che non vanno oltre le 80000 parole perché la carta costa troppo!

Io, il divino: Qualche buon cuore ipocrita italiota ti ha fatto il piacere di dirti che l’ha letto? Non so, mamma, sorella..o manco loro?
Quell’altro pusillanime: Sì, e a qualcuno è anche piaciuto. Pensa che un mio amico mi rincorse per avere un’altra copia identica a quella che aveva perché voleva capirlo meglio!

Io, il divino: Ma spendere tempo in qualcosa di più utile? Tipo masturbarsi?
Quell’altro pusillanime: Cosa c’è di più utile che diventare ricco e famoso? Manca poco, sai? Ancora 125.000.000 di lettori, una CE degna di tale nome ed è fatta!

Io, il divino: Facciamo due chiacchiere tra noi, insomma. Chi ti ha fatto più girare le palle tra i tuoi lettori? Se ci sono eh, che mi pare che intorno hai le lande desertiche.
Quell’altro pusillanime: Nelle lande desertiche se ne aggirano 2 o 3 che veramente mi hanno fatto girare gli Zebedei. Uno è venuto a cercarmi dicendo che aveva finito il primo come librone regina al posto del rotolone regina, sicchè me ne ha chiesta un’altra copia. Io gliel’ho venduta a prezzo pieno

Io, il divino: Andiamo, sparala più grossa. non mi freghi.
Quell’altro pusillanime: Tutto ciò che ho scritto lo penso per davvero. E per davvero è accaduto.

Io, il divino: Senza offesa, Evandro, lascerei i tuoi libri ad ammuffire sugli scaffali. Dio santo, sono inutili anche come carta da falò! Davvero vuoi farci qualcosa?
Quell’altro pusillanime: Ma i miei libri non ci sono sugli scaffali, non li ha voluti nemmeno il libraccio, che rientra pienamente fra tutte le attività ipocrite che circolano attorno all’editoria.

Io, il divino: Usarli come cartigienica? Hai una scorta abbondante, quantomeno.
Quell’altro pusillanime: Vedi risposta 8.

Io, il divino: Manda a quel paese chi vuoi, ti lascio parlare.

Quell’altro pusillanime: Chiunque non compra i miei libri

Io, il divino:  Ma quanto ti piace l’autore spocchioso, vero o no??
Quell’altro pusillanime: Eh! Mi piace, mi piace. Per smuovere il mondo editoriale dovrebbe essere ancora più stronzo!

Insomma, se l’è voluta: Evandro, esci dal mondo dei sogni e torna sulla terra, che non c’è spazio per un furetto quarantenne nel mondo editoriale!

E con questa, finalmente, ho finito. Torno al mio cazzeggio quotidiano, abbandonando questi argomenti scevri di interesse, per dedicarmi totalmente alla mia Inter. Ah, che soddisfazioni la mia Inter. Altro che fantascienza!