DUE PAROLE CON QUELLA CANAGLIA SCHIFOSA DI ELVIO RAVASIO

Ma perché proprio a me deve capitare questa sfortuna? Perché devo avere sempre autori alla porta, peggio dei venditori di folletto (che, tra l’altro, saluto qui. Almeno, qui li saluto, mentre solitamente li percuoto con la mia pesantissima verga appena si appropinquano al varco)?
Cosa? Sono stucchevole nelle stesse, solite lamentele?
Allora fatemi un bel favore: fuori dai coglioni, che il blog è mio e ci faccio quel che voglio. D’altronde, sono nato per questo, no?

Sciò, scocciatori! E sciò anche all’autore Elvio Ravasio, che non ne ho voglia, che esco ora dal bagno e non voglio, che devo guardarmi la motogp e il campionato e non rompetemi le palle.

Vabbé, va bene, va bene. Non accetti i 10 euro per andartene, Elvio. Va bene. Due parole e via. Ma solo due eh. E le decido io.

Quel sorrisetto perverso.. Cosa pensavi di farci con quella bottiglia, eh, Elvio? Sporcaccione!

Il Supremo: Insomma, elvio, hai accettato anche perché in fondo, prendersi in giro un po’, fa sempre bene ed è sempre bello. Non ti bastavano le prese per il culo del resto del mondo?

La Dimostrazione del Fallimento: Le prese per il culo non bastano mai, sono l’essenza della vita. Quando non lo fanno gli altri mi prendo per il culo da solo e mi riesce anche bene, certe risate…

Il Supremo: E ti ritrovi a scrivere, un bel giorno, dopo aver capito che le storie dette ai tuoi bimbi potevano leggerle anche altri. Ma farci il favore di tenerle per te, no?

La Dimostrazione del Fallimento: E privarvi del trash fantasy per eccellenza? Sarebbe stato indelicato non credi? Immagina quelle migliaia di bambini che sarebbero cresciuti senza traumi, senza un punto di riferimento oltre gli ansiolitici e gli psicofarmaci. I miei libri sono terapeutici, se hai un’influenza, mentre leggi, diventa immediatamente una broncopolmonite.

Il Supremo: Scommetto che i tuoi figli ti sono molto grati. Soprattutto per i ringraziamenti calorosi che devono ricevere dopo che tutti hanno scoperto che le storie con cui ci ammorbi erano tutte per loro.

La Dimostrazione del Fallimento: Di figlia ne ho solo una e ha i suoi problemi, non sono ancora sicuro se la causa di questi problemi siano state le storie che ho scritto o proprio io, indagherò a fondo.

Il Supremo: Draghi, terre magiche, elfi e fate. Finito di drogarti, che è anche ora?

La Dimostrazione del Fallimento: L’unica droga che uso è il cioccolato, una volta mi hanno trovato sdraiato sull’asse da stiro che dormivo con il vestito da kinder. So che dovrei smettere ma è più forte di me, dovrebbero fare anche le supposte di cioccolato.

Il Supremo: Ho saputo che giri per fiere per vendere. Quanto viene un etto di porchetta al tuo banco?

La Dimostrazione del Fallimento: È troppo cara per te, non te la puoi permettere. Piuttosto posso tenerti un dito medio di sacrocefalo volante. Quello viene via a poco.

Il Supremo: Tu hai un’idea tutta tua dell’editoria, a quanto dici. Quindi la nostra idea che loro non debbano cagarti di striscio è sbagliata?

La Dimostrazione del Fallimento: L’idea è giusta, ma un’idea finché resta un’idea è soltanto un’astrazione, se potessi mangiare un’idea avrei fatto la mia rivoluzione.

Il Supremo: Ma non avete ancora capito che il fantasy fa veramente cagare?

La Dimostrazione del Fallimento: Ma cosa centra? Noi l’abbiamo capito benissimo, sono gli altri che devono capirlo e se non li aiutiamo noi come fanno?

Il Supremo: Hai uno stile particolare, mi dicono. Qualcuno, coi tuoi libri, si è arricchito di dissenteria.

La Dimostrazione del Fallimento: Sì, ma quello non centra con lo stile, dipende cos’ha mangiato la sera prima. È inutile che fagocitate la peperonata con lo stinco e poi date la colpa ai nostri libri. C’è un limite a tutto.

Il Supremo: Ma i grandi editori non ti hanno mai rivolto la parola? Per dirti, per esempio, di smetterla di scrivere?

La Dimostrazione del Fallimento: Vedi, i grandi editori non hanno capito una mazza. Io sono l’untore del fantasy, l’ammorbatore per eccellenza. Colui che renderà il fantasy un genere d’avanguardia, la nouvelle cousine del medioevo. Ok basta cioccolato.

Il Supremo: Il natale è una magnifica festa per noi autori, no? Sai com’è, coi nostri libri..in quanti ti pagano per cambiare lavoro e non ammorbarli?

La Dimostrazione del Fallimento: A me basta che mi paghino, il lavoro lo cambio anche. Ma sai com’è, tutti parlano, parlano poi quando c’è da tirare fuori le palanche sembrano le rane sull’autostrada, saltano da tutte le parti.

Il Supremo: Dai, su, ti lascio sputare il rospo. Butta fuori tutto quel che hai contro il primo stronzo, lettore o editore, che ti viene in mente.

La Dimostrazione del Fallimento: Ma no, perché infierire con quella gran testa di… che gli venga un… possibilmente sotto la cintura. Ma è anche simpatico, peccato che sbavi come un facocero in amore. E la prossima volta pagalo il libro. Ufffff era un po’ che volevo dirlo.

Il Supremo: Ma quanto sono simpatico, vero?

La Dimostrazione del Fallimento: Una cifra, come il limite di 50 allora sull’autostrada. Grazie mille per avermi concesso l’opportunità di dire le cose come stanno illustrissimo spocchioso!

Ah! Finalmente! E ora ho anche lo stimolo per tornare in bagno! Grazie Elvio, a qualcosa in fin dei conti servi.

Insomma, se non l’avessi capito, i tuoi libri fanno cagare!

Ora, al prossimo autore che si presenta, dedicherò una bella scoppiettata con pallettoni a sale.

Con tutto l’affetto che posso provare per voi, cioè zero.

Mai cattedrale, ma nemmeno duomo.

L’Autore Spocchioso

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DUE PAROLE CON QUELL’INSIGNE MENTECATTO DI LIVIO GAMBARINI

Mi dovranno fare santo, insomma. Vi rendete conto di quale aborto devo subire, ogni santa settimana? Cos’ho fatto di male?
Ebbene, anche stavolta mi tocca esaudire le preghiere di un – perdonate il termine – autore.

Insomma, qui con me c’è Luca Gamberini. Luca Gambarini. Livio Gamberetti.

Insomma, sto tizio.

Quindi, approntandomi a parlarci, come stessi per pestare i ceci con le ginocchia, do la mia imprecazione quotidiana a questo scribacchino da quattro soldi.

E per favore, non fate finta che vi interessi quello che andrò a scrivere.

Leggete solo le parti più interessanti, evitatevi il disturbo di leggere tutto. Sono quelle con scritto di fianco Il mio Lord profondissimo. Sì, le mie, esatto.

Anzi, già che ci siete, evitate il disturbo. Evitatemi. Evitate. Andate da un’altra parte.

Fuori dai coglioni.

Sciò!

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Guardandoti, Livio, non posso fare a meno di pensare che un poco il Lombroso avesse le sue ragioni.

Il mio Lord profondissimo: Quindi, Livio, ci siam messi d’accordo per trattare determinati temi, in quest’intervista. Bene, parliamo di tutt’altri argomenti: ma come stai messo?
Il Granduca di Sticazzi: Visto che i lettori non ci possono vedere, a loro beneficio descriverò come sto messo così: in ciabatte e mustacchi, con un bicchiere di spumante in mano: oggi si festeggia la messa online del nuovo sito di Acheron Books, che presto pubblicherà un mio romanzo! Prosit!
Il mio Lord profondissimo: Sempre ad affogare la depressione nell’alcol, eh, vecchia ramazza! D’altronde te l’ho detto tante volte, i libri già non si leggono, figurati i mattonazzi storici. Te ne rendi conto?
Il Granduca di Sticazzi: Altroché. Ti immagini cosa succederebbe se la gente leggesse davvero la roba che scrivo? Sarebbe la fine della mia carriera da scrittore… no, molto meglio così!
Il mio Lord profondissimo: Adesso non cominciare a parlarmi di carriera e soddisfazioni, perché parlarne con te è come sentire un chiodo parlare di scopate. Insomma, sei ridotto male, no?
Il Granduca di Sticazzi: Malissimo… questo spumantino va giù che è un piacere e di te ne vedo due… e già uno non è che fosse un bello spettacolo! In ogni caso, Le colpe dei padri mi ha dato tante soddisfazioni quanti mal di testa: un sacco!
Il mio Lord profondissimo: Certo. Crediamoci. E tu, credi che freghi a qualcuno conoscere la storia di Bergamo?
Il Granduca di Sticazzi: Non dimenticare che la provincia di Bergamo fa più abitanti di Basilicata, Molise e Valle d’Aosta messe insieme, le donne bergamasche sono più di mezzo milione: conoscere la storia orobica è un’eccellente strategia di cuccaggio! E poi, devi aggiungerci anche le milanesi: si sciolgono tutte, quando gli racconti che la carrozza fu inventata proprio per il matrimonio di uno dei personaggi del romanzo!
Il mio Lord profondissimo: E sti cazzi! Molise, Basilica e Valle d’Aosta. Mica pizza e fichi, direi. Però diciamocela tutta, Mimmo, con la faccia che ti ritrovi, proprio te dovrebbero stare a sentire? Non so se lo sai, ma esiste una cosa chiamata scuola. Già, dimenticavo che non l’hai frequentata.
Il Granduca di Sticazzi: Ne ho sentito parlare, ma ammetto che la trovo un po’ noiosa. Immagino che sarebbe più interessante, se, a Storia, invece che una serie di date e nomi inutili ti insegnassero cosa si mangiava nel medioevo, quali peccati commettevano i prelati e cosa si celava nelle missive segrete dei grandi signori…
Il mio Lord profondissimo: Direi che interessante è un concetto molto relativo, a questo punto. Relativamente, per te, distante da interessante. Ma.. ho sentito che ci dai dentro con le vecchiette, dopo gli eventi. Da dove questa perversione? Sarà mica scaturita dal tuo interesse verso il passato storico?
Il Granduca di Sticazzi: Stavolta mi hai proprio beccato. Le signore tra i 45 e gli 80 anni costituiscono una grande percentuale dei miei acquirenti nelle fiere e ai banchetti; tuttavia, parecchie di loro comprano Le colpe dei padri per regalarlo ai figli, che in questo periodo sono tutti disoccupati e squattrinati.
Il mio Lord profondissimo: Capisco il motivo dei mal di testa, ora: evidentemente, dopo la prima, cerchi di evitare la seconda scopata. Dicevamo, Livio è un nome prettamente da romano. Perché non te ne torni in quel periodo storico, dato che poi, tra l’altro, la storia ti piace pure?
Il Granduca di Sticazzi: Mi piace un sacco l’Impero Romano. Però è tutto troppo pulito, per i miei gusti: mi affascina di più il medioevo, sia perché è un periodo più vicino nel tempo, sia perché è un casino micidiale. La gente non si sogna nemmeno di quante cose esaltanti o terribili siano capitate nell’Età Oscura!
Il mio Lord profondissimo: Esaltanti, già. A sentire te già mi esalto. Come un pinguino all’equatore. Lo sai che scrivere è per gli sfigati?
Il Granduca di Sticazzi: E meno male. Sennò non avrei la minima speranza!
Il mio Lord profondissimo: Pensi ci si debba vantare di essere autori? Per carità, io da autore già evito altri autori. Figuriamoci come ti sta lontana la gente, nel tuo caso.
Il Granduca di Sticazzi: Se sei tu a tessere le tue lodi e non gli altri, allora vuol dire che sei una schiappa. D’altra parte nell’era di internet esiste solo chi si fa sentire: per questo cerco di raggiungere quanti più canali possibile per far vedere la mia brutta faccia alla gente, in modo che se la ricordi e per distrazione magari gli scappi di comprare una copia delle Colpe o di qualche mio altro lavoro!
Il mio Lord profondissimo: Ecco, speriamo che gli scappi. La voglia. Cosa hai fatto di bello nella vita? Non ti chiedo la luna.. anche, che so, esserti tagliato le unghie ieri sera.
Il Granduca di Sticazzi: Vado molto fiero della Fagiolata alla d’Oggionese, il piatto che ho inventato insieme ad alcuni amici durante il mio degenerato periodo universitario. Una porzione per quattro persone è composta da due vasetti di passata di pomodoro, una lattina di fagioli bianchi, rossi e borlotti, due peperoni, mezza cipolla, salsiccia, pancetta a cubetti, lardo di Colonnata, scannello di maiale, scamorza, salame piccante, wurstel a dadini, stracchino, un uovo crudo e mezza tavoletta di cioccolato. Hai capito bene: “mezza tavoletta di cioccolato”: provare per credere! Occhio però, crea dipendenza.
Il mio Lord profondissimo: Bene, ho capito anche la tua passione per il medioevo. Ce l’hai nello stomaco l’epoca buia. Ho saputo che hai sfiorato la Mondadori. Però non te l’ha data e ti ha denunciato per violenza sessuale. È vero?
Il Granduca di Sticazzi: Verissimo! Nel 2013 sono stato finalista del concorso Chrysalide nella sezione di Fantascienza… insomma, la Mondadori mi ha lanciato occhiatine maliziose, ma alla fine a portarsela a letto è stato Alessandro Renna, amico e compagno di penna del forum per scrittori della Tela Nera.
Il mio Lord profondissimo: E poteva essere altrimenti? Ho letto che ti piace la fantascienza. Beh, già mettere sullo stesso piano te e i libri lo è, in fondo, non ti pare?
Il Granduca di Sticazzi: Se mi metti sullo stesso piano con un qualsiasi numero di libri, andrà inevitabilmente a finire che me li leggerò tutti prima di passare al piano successivo. Con l’ascensore, naturalmente, così non inciampo mentre leggo!
Il mio Lord profondissimo: Dai, spara la cosa più cattiva che vuoi contro uno stronzo lettore o editore in particolare.
Il Granduca di Sticazzi: Voglio bene a tutti i miei lettori, inclusa quella lettrice che ha scritto una recensione delirante sulle Colpe, in cui dal mio romanzo desumeva le (maestose) dimensioni del mio pene. In effetti voglio bene SOPRATTUTTO a quella lettrice. Però quando porto il libro a una fiera mi stanno antipatici quei tizi che arrivano lì e ti tengono un quarto d’ora a parlare dei LORO libri. Vi colga lo sguaraus, scartavetra-gonadi!
Il mio Lord profondissimo: Ma quanto vorresti slinguazzare l’autore spocchioso, eh? Peccato per te che sono etero. E non mi piace la barba.
Il Granduca di Sticazzi: Peccato… raffredderò i miei bollenti spiriti in questo ennesimo bicchiere di spumante. In alto i calici, CIN CIN! Brindiamo al futuro, al passato e al Mingotti, che ringrazio di avermi invitato a questa spassosa intervista con te, mio truce amico!

E finalmente, dopo una buona dose di cazzate e farfugliamenti, posso lasciare questo scocciatore al pubblico ludibrio.

Livio, lascia che te lo dica: non ce ne frega un cazzo dei tuoi libri storici.

E voi, che ci fate ancora qui? Devo prendere il mattarello rinforzato?

Fuori dalle palle!

Vi amo profondamente

mai vostro, illuminato, Autore Spocchioso

CATEGORIE DEGLI ABIETTI – I TIPI DI LETTORE

Lettori cari – nel senso che mi fate spendere molto tempo, e inutilmente -, stante il mio immenso amore per voi – come saprete, vi stimo quanto apprezzo una cistite nel periodo natalizio, o una dispensa vuota in un giorno di forte nevicata – ho deciso di accettare la sfida di tale, sconosciuta, Eleonora, e vado quindi, brevemente, a descrivere le varie tipologie della vostra aberrante specie.

Dicevo, brevemente.

O anche lungamente. Chi siete voi, in fondo, per dirmi quanto dev’essere lungo il testo?

Vi rispondo io: un cazzo di nessuno.

Quindi, divertitevi a incesellarvi nella vostra bolgia infernale, data la vostra sicura e prossima dannazione.

– i lettori che scrivono: gente che solo per il fatto di aver sfogliato un numero di Focus pensa di essere stata illuminata dal sacro furore della penna, e invece dovrebbe solo essere accesa dalla santissima pira del fuoco. Falsi gentili ad un primo impatto, suggeriscono che anche loro coltivano il dono della scrittura, per poi cercare di attaccarti a tutti i costi nonostante le loro scarsissime conoscenze in materia – e la loro detta ignoranza. Per dire, gente che non sa come si scrive Se stessi non meriterebbe nemmeno il dono della vita, ma tant’è. Paragonabili alle piattole, alle pulci o, peggio, alle tenie. Viscidi e piccoli come roditori. Chiaro che il sole immenso del mio talento risplenda su tutti loro come la croce sui vampiri.

– i lettori di fantasy: se solo si scrostassero di dosso i chili di untume, e si lavassero i capelli almeno una volta al mese, non sarebbero tanto malaccio. Riesci a scovare un lettore di fantasy anche a chilometri di distanza. E non per la luccicanza. Suggerisco abbondanti dosi di deodorante, piuttosto che lunghe sedute a giochi di ruolo che, è pur vero, nella loro immensa frustrazione di vita li rendono almeno miseramente felici, anche se consci che si tratti di un gioco. Forse. O forse no. Il più delle volte, no.

– i lettori di fantascienza: i servizi psichiatrici dovrebbero ringraziarti ogni volta che incroci questi individui, che chissà come sono sfuggiti alle loro mani, risparmiando spese allo Stato, ma rendendo scartavetrabili i tuoi coglioni. Qualcuno di questi psicolabili è anche riuscito a fondare una religione, e a trovare seguaci: ed è tutto dire.

– i lettori di erotica: gente che legge sdraiata a letto con una mano sul pube. O nel pube. Non fa differenza. L’importante è stare lontani dai loro libri e dalle loro mani.

– i lettori forti: esiste la vita reale, e poi esistono i lettori forti. Nascosti dietro le finestre, non escono mai, nemmeno per comprare i propri libri. Hanno ragnatele anche nelle mutande, hanno idea di saperne più di qualsiasi autore – per il solo fatto di leggere, eh. Come se guardando la motogp potessi correre più forte di Valentino. Oddio, in questo momento non sarebbe nemmeno tanto difficile – e una critica pronta per tutti. E poi ritornano nel loro guscio di sfigati senza vita sociale, dove chiamano a tavola i loro libri, servendogli zuppa di muffa e umidità. E un poco di acari, che non guastano mai.

– i lettori deboli: leggono due libri all’anno, eppure anche loro hanno idea di saperne più di qualsiasi autore – come se, leggendo sul giornale un trafiletto sulla vita sentimentale di Valentino, pensassi di poter correre più veloce di lui. Anche qui, forse ora è fattibile -; confondono l’italiano con qualche altra sconosciuta lingua straniera, eppure sono pronti, sempre e comunque, ad esprimere la loro. Hanno la stelletta della Qultura sul petto; i maschi la mostrano per la figa, le donne per… le donne non la mostrano, ecco. Almeno, a loro non la mostrano. Chissà perché.

– gli analfabeti di ritorno: dicono di amare la lettura per il solo fatto di frequentare facebook una volta al mese, per un’oretta circa. Hanno più amici di Obama. Chiediamoci il perché.

– i lettori che recensiscono: il peggio in assoluto. Dispotici, tiranni, credono di essere giornalisti e critici affermati per il mero vanto di avere una penna in mano. Anzi, nemmeno quella. Solo i tasti della tastiera. Credono di poter dire qualsiasi cosa per il solo fatto di non essere pagati. Beh, anch’io non sono pagato, ma non vado in giro ad insultare la gente. O no? No. Forse ci vado. E si arrogano pure il diritto di avere un’opinione. Tzé, in Italia?!

– i lettori che fanno video-recensioni: il peggio. Nemmeno battono su una tastiera!

– i lettori che si lamentano degli autori che si lamentano dei lettori nelle video-recensioni: dai, che col vostro cervellino caro ci arrivate! Beh, se volete sparare addosso agli autori, per me fate pure: categoria più che abbietta! Ovviamente saprete che non dovete toccare sua regalia qui presente. Anzi, che non potete toccare. Sono divinamente inarrivabile.

– i lettori che si lamentano degli autori che si lamentano dei lettori che si lamentano degli autori nelle video-recensioni: no, non ci potete arrivare qui. Se ci arrivate, speditemi una cartolina.

– i lettori italiani: dispotici, menefreghisti, avari, pecore, interi greggi; belanti, critici, nullafacenti, fancazzisti e arroganti; vanagloriosi e ignoranti, parlano per dar fiato alla bocca, e non per cognizione di causa. Sì, se non l’avete capito, voi fate parte di quest’ultima categoria. E puzzate anche, un po’.

– tutti gli altri: feccia, feccia e feccia. Categoria da abolire completamente! E quanta carta salvata, nel caso, quanto ben di Dio!

In fondo, leggere a cosa serve?

Nella società di oggi?

Piuttosto un bel profilattico, un cinquantino in tasca e via! Questo è divertimento!

Uno sputo in faccia e una scatarrata sui piedi, sempre vostro

L’Autore Spocchioso

DUE PAROLE CON QUEL SIMPATICO POVERACCIO DI EVANDRO STRACCINI

Capite, il molliccio che mi ospita ha anche il gran culo di conoscere degli autori! Pensate cosa mi tocca sorbire! Anche la compagnia di altri depressi e frustrati che credono di poter scrivere temini da far leggere ai compagni fino ai sessant’anni!!!

Stavolta ho dovuto fare due chiacchiere con un certo Evandro Straccini. CHI??? Sì, esatto, un emerito sconosciuto. Per di più autore. Di fantascienza. Sigh.

Diciamo che ho dovuto sopportare questo individuo per una mezzoretta, per dargli un contentino: insomma, la mia presenza risplende più di qualsiasi astro, quindi gli ho solo fatto un gran favore.

Beh, non potevo essere anche buono, oltre a dargli retta. Ne è uscita un’intervista che fa veramente schifo, ma.. si sa, nella vita niente riesce col buco. A volte nemmeno la torta a ciambella. Per dire.

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Dio mio. Guardate che individui mi tocca frequentare. E sì,le sopracciglia sono tutte sue.

 

Io, il divino: Allora Evandro..fai finta che mi interessi: di che parla il tuo libro?

Quell’altro pusillanime: Fai bene a far finta di interessarti, giacché Io faccio finta che il mio libro parli di un’epopea fantasy-fantascientifica, ma tanto quelli come te non se ne accorgono nemmeno.

Io, il divino: Evandro, sveglia. Hai quarant’anni. Non si fanno i soldi coi libri, in italia. Ancora ci credi?
Quell’altro pusillanime: Ci credo sì! Sarò il primo a fare una montagna di soldi scrivendo storie come si deve, fare i soldi con romanzi fotocopia stile sfumature di grigio o scrivendo storie smelensate per le solite donne sfigate sono capaci tutti.

Io, il divino: Ancora fantasy poi! Quindi ti rivolgi a quei decelebrati mangiagomme quindicenni? Sì?
Quell’altro pusillanime: No! La mia non è fantasy per tutti, magari se chi legge attivasse il cervello potrebbe capirci qualcosa!

Io, il divino: Evandro, sei il perfetto esempio dell’imprenditore italiano: senza sbocchi e senza alternative! Come pensi di promuoverti tra gli italioti?
Quell’altro pusillanime: Aspetto un colpo di culo! Per tutto il resto, impegnarsi h 24 su tutti i fronti non serve a nulla.

Io, il divino: Evandro, il tuo è un record di parole, a quanto vedo. A parte ripetere cinquanta volte ogni singola lettera dell’alfabeto, hai fatto qualcosa di interessante? Cioè, non vorrei ritrovarmi a ricordare le scuole elementari, diamine.
Quell’altro pusillanime: I miei romanzi sono lunghi perché le storie che ho da raccontare sono lunghe. Volete romanzi brevi? Compratevi quelli proposte dalle piccole CE composte da decerebrati che non vanno oltre le 80000 parole perché la carta costa troppo!

Io, il divino: Qualche buon cuore ipocrita italiota ti ha fatto il piacere di dirti che l’ha letto? Non so, mamma, sorella..o manco loro?
Quell’altro pusillanime: Sì, e a qualcuno è anche piaciuto. Pensa che un mio amico mi rincorse per avere un’altra copia identica a quella che aveva perché voleva capirlo meglio!

Io, il divino: Ma spendere tempo in qualcosa di più utile? Tipo masturbarsi?
Quell’altro pusillanime: Cosa c’è di più utile che diventare ricco e famoso? Manca poco, sai? Ancora 125.000.000 di lettori, una CE degna di tale nome ed è fatta!

Io, il divino: Facciamo due chiacchiere tra noi, insomma. Chi ti ha fatto più girare le palle tra i tuoi lettori? Se ci sono eh, che mi pare che intorno hai le lande desertiche.
Quell’altro pusillanime: Nelle lande desertiche se ne aggirano 2 o 3 che veramente mi hanno fatto girare gli Zebedei. Uno è venuto a cercarmi dicendo che aveva finito il primo come librone regina al posto del rotolone regina, sicchè me ne ha chiesta un’altra copia. Io gliel’ho venduta a prezzo pieno

Io, il divino: Andiamo, sparala più grossa. non mi freghi.
Quell’altro pusillanime: Tutto ciò che ho scritto lo penso per davvero. E per davvero è accaduto.

Io, il divino: Senza offesa, Evandro, lascerei i tuoi libri ad ammuffire sugli scaffali. Dio santo, sono inutili anche come carta da falò! Davvero vuoi farci qualcosa?
Quell’altro pusillanime: Ma i miei libri non ci sono sugli scaffali, non li ha voluti nemmeno il libraccio, che rientra pienamente fra tutte le attività ipocrite che circolano attorno all’editoria.

Io, il divino: Usarli come cartigienica? Hai una scorta abbondante, quantomeno.
Quell’altro pusillanime: Vedi risposta 8.

Io, il divino: Manda a quel paese chi vuoi, ti lascio parlare.

Quell’altro pusillanime: Chiunque non compra i miei libri

Io, il divino:  Ma quanto ti piace l’autore spocchioso, vero o no??
Quell’altro pusillanime: Eh! Mi piace, mi piace. Per smuovere il mondo editoriale dovrebbe essere ancora più stronzo!

Insomma, se l’è voluta: Evandro, esci dal mondo dei sogni e torna sulla terra, che non c’è spazio per un furetto quarantenne nel mondo editoriale!

E con questa, finalmente, ho finito. Torno al mio cazzeggio quotidiano, abbandonando questi argomenti scevri di interesse, per dedicarmi totalmente alla mia Inter. Ah, che soddisfazioni la mia Inter. Altro che fantascienza!