DUE PAROLE CON QUELLO SCARTAVETRATORE DI PALLE DI FLAVIO FIRMO

Bene ragazzi, sono qui con il grande Flavio Firmo.
Sì, so che non ve ne fotte assolutamente niente.
E sì, scherzavo anche sul grande.
Sì, anche sul sono qui. Me ne tengo lontano, insomma. Vi dico solo che, al vederlo, al mio pusillanime è venuta una cistite, un principio di bronchite ed una depressione con istinti suicidi.
Quindi, andatevene fuori dalle balle e lasciate a questo diversamente capelluto tutto lo spazio vuoto possibile per frustrare la sua voglia di farsi ascoltare.
E ricordate che vi ammiro tutti, dal primo all’ultimo. Come ammiro le cagate d’uccello sul parabrezza.

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Flavio, sei il tipico soggetto che, quando incontri per strada, ti chiedi perché non sia ancora stato portato via in TSO

Il divino, dorato, bellissimo, angelico, impossibilmente illuminato io: Flavio…hai 45 anni, una moglie. Lavori. Sei laureato. Ma che cazzo è successo di male per cominciare a scrivere? Cioè, sul serio. Ma a chi la dai a vendere?
Il Lurido: Per prima cosa modera il linguaggio, non siamo al bar con i tuoi amici saputelli che si divertono a tirare di coca nel dopo lavoro. Laureato lo dici a tua sorella. Sono un misero perito industriale, davanti all’Università c’è la mia foto con scritto “vietato entrare a lui”. Comunque lavoro, ho una moglie e l’età che tu dici. Ho iniziato a scrivere perchè un mio concittadino ha fatto il grano vero e mi sono detto che potevo farlo anch’io. Illuso, ma ormai avevo iniziato e tanto valeva portare avanti questa passione. Poi non ho molti hobby: giocare a carte mi rompe, le bici e le auto le lascio agli altri e quindi mi trovavo le giornate vuote. Allora ho cominciato a strutturare delle storie e mi piacevano, così sono finite su dei libri.
Il divino, dorato, bellissimo, angelico, impossibilmente illuminato io: Guarda, ho letto gli argomenti dei tuoi libri. Volevo farti qualche domanda a proposito, per spiegarli meglio, ma poi leggendo mi è venuto un attacco di gonorrea e..ecco, non ce l’ho fatta. Non ce l’ho fatta. – Lo sai, vero, che del subbuteo non frega un cazzo a nessuno, vero?
Il Lurido: Guarda che il subbuteo è stato proclamato partimonio dell’Unesco, prima del vino rosso e della cocaina da spalmare sul pane. Alla fine si scrive di quello che si conosce e io conosco questo gioco. Che dovevo fare? Scrivere di vampiri innamorati o di maghetti? Subbuteo, dai che è bello. Si gioca tra uomini e le donne ne stanno lontane, puoi bere la birra e ruttare liberamente, ti puoi scaccolare e grattarti il pacco senza femmine che ti guardano. Cosa c’è di meglio nella vita?
Il divino, dorato, bellissimo, angelico, impossibilmente illuminato io: E poi ho letto di quell’altro, molto più interessante. Per capire i tuoi interessi, più che altro. tua moglie sa di questa tua passione per i transessuali?
Il Lurido: Mi piace ricordare un detto di un vecchio amico, ma lo ricordo e non te lo dico. Comunque i transessuali saranno le donne del tremila. Portati avanti che ti vengono dietro.
Il divino, dorato, bellissimo, angelico, impossibilmente illuminato io: Credo di voler iniziare a correre. Peccato che sono intrappolato nel pusillanime qui presente (cazzi suoi, in tutti i sensi). Comunque, a parte tua moglie, che sicuramente avrà la gioia dipinta in volto ogni volta che pensa a quanto tempo dedichi alla scrittura e non al matrimonio, hai rotto le balle a qualcun altro per farti leggere?
Il Lurido: Cerco di dedicare alla scrittura almeno dieci pagine alla settimana. Pagine finite e già editate. Il grosso del lavoro avviene nella testa durante la settimana. Vedo scene di vita reale che poi immagazzino e riprendo all’occasione. Al matrimonio non ci penso, certe esperienze tendo a dimenticarle. All’inizio per farmi leggere regalavo i miei libri agli amici, ma gli stronzi non mi davano neppure un parere. Allora ho deciso di non regalare più nulla e mi affido a chi acquista i libri, forse per sbaglio. Comunque il mio libro sul subbuteo è il più bello mai scritto sull’argomento.
Il divino, dorato, bellissimo, angelico, impossibilmente illuminato io: E questo fa capire quanto sia bello il subbuteo. Ascolta, va bene tutto, ma tu hai autopubblicato. Diciamocela tutta.. non vali un cazzo. Sul serio c’è stato qualcuno che ha messo i tuoi libri in vetrina? Quanto l’hai pagato? Quale parte del tuo corpo gli hai dovuto dare? Il bucio bastava?
Il Lurido: L’autopubblicazione è stata una scelta maturata con il tempo. Dopo un paio di proposte di case editrici non a pagamento ho deciso di fare da solo. Ho cercato di copiare dai gruppi indie, quelli che nessuno ascolta, ma che sono tanto fighi. Quelli senza etichetta discografica, ma con tanti giovani sfigatelli che li seguono in ogni concerto. A essere sincero se arrivasse una proposta da una grossa casa editrice mi rimangerei tutto e sarei pronto anche a fare da maggiordomo.
Il divino, dorato, bellissimo, angelico, impossibilmente illuminato io: In poche parole, mi stai dicendo che con l’autopubblicazione non hai raggiunto un cazzo. Comunque, cambiamo argomento. Elenchiamo i tuoi difetti. Scrivi, ti fai leggere, non sei una bellezza inaudita e sinceramente un elefante è più leggero di te. Metaforicamente parlando. Sai cos’è una metafora? Sei mai andato a scuola? Nel senso di frequentarla, eh. S.C.U.O.L.A.
Il Lurido: Bello sono bello, lo dice sempre anche mia nonna (mia mamma invece ha qualche dubbio) a scuola non ero molto attento alle metafore, mi sono diplomato all’istituto tecnico e, visto che c’erano solo cinque femmine su tremila maschi ho avuto una gioventù sempre alla ricerca dell’accoppiamento. Poi ho cercato di rifarmi, non nel senso dell’accoppiamento, e ho frequentato alcuni blog tecnici che non ti cito per non scatenare l’inferno.
Il divino, dorato, bellissimo, angelico, impossibilmente illuminato io: Immagino che allegria di adolescenza. Insomma, c’è un qualche rapporto con i tuoi lettori? A parte il pagamento che gli elargisci per dire le quattro buone puttanate su di te?
Il Lurido: I miei lettori mi adorano. Quelli che sono venuti alle presentazioni non hanno mancato di acquistare il libro e questo mi basta. Ci sono quelli che mi dicono “bravo”, quelli che non dicono nulla e quelli che cambiano strada quando mi vedono. La vita è così e io la prendo come viene.
Il divino, dorato, bellissimo, angelico, impossibilmente illuminato io: E chissà dove la prendi. Comunque, davvero, non conoscevo nulla di te prima di questa intervista, e ora mi sento meglio. Per fortuna ancora non conosco nulla di te. Meno male. Piaciuta l’esperienza? Ora ti lascio sfogare. Manda a fanculo qualche bravo lettore o editore con cui hai avuto a che fare.
Il Lurido: Manderei subito a piglierselo una mia amica (per dire) che, quando ha saputo del libro mi ha detto “quando lo vedo in libreria lo compero”. Vecchia stronza. Poi sono ancora a chiedermi come mai un lettore su Amazon mi ha fatto una splendida recensione e poi ha dato tre stelle. Cazzo, tre stelle!!! Infine odio con tutto l’animo quelli che si fanno rimborsare l’ebook da 99 centesimi.
Il divino, dorato, bellissimo, angelico, impossibilmente illuminato io: Sei troppo simpatico, Flavio. Guarda, fossi donna, non dico che ti sposerei, ma per lo meno ti farei entrare in casa. Credo. Dipende dalla giornata. Ma quanto ti sono simpatico?
Il Lurido: Sei simpatico come un modellatore di scroto impostato su “tiny dick”

Bene, anche quest’impresa sudicia e suicida è finita.
Ce la caviamo con una pacca sul culo molto equivoca, e un dubbio fortissimo: Flavio, ma tu sei più di qua o più di là?
E comunque, come te lo devo dire: del subbuteo non ce ne frega un cazzo.
Con tanta simpatia quanta ne ha un parcheggiatore in doppia fila per un ausiliario del traffico.

Sempre odiosamente vostro

L’autore Spocchioso