DUE PAROLE CON QUEL TRONFIO SPACCAPALLE DI MARCO EMILIO BOGA

Avete presente Marco Emilio Boga? Chi? Già, d’altronde avete pienamente ragione, per una volta – e me ne stupisco grandemente, che coi vostri cervellini da miserabili non riuscireste a fare nemmeno un due più due: non potete conoscerlo, per il semplice fatto che è un signor nessuno. Destinato a vendere accendini ai semafori, tanto per intenderci.

Ma siccome sono buono – per mia natura divina – gli ho concesso un minimo di visibilità con questa intervistina.

Quindi, se siete una caritas o qualche altro ente caritatevole, fatevi avanti: Marco ha bisogno di un futuro. Reale, eh, non come quello che ha in testa.

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Bravo Marco, sì: in fondo il TSO non è una cosa bruttisima!

Il Miracolo Umano: Cazzo non ci credo. Esiste ancora gente che pensa di poter fare il poeta. Ma non è una roba da medioevo?

Lo scarto della palta: Perché ? Non siamo ancora nel 1300 ?

Il Miracolo Umano: Cioè, Marco, diciamocela tutta. Mettere quattro parole in fila, una sotto l’altra, non è fare poesia.

Se

no

sono

anch’

io (è una parola sola) oh cazzo devo rifarla

maledizione

Lo scarto della palta: Questa intervista

Puzza di truffa

Ci vuole un zuffa

Qui scatta la rissa

mmm.. Anche se l’arista è più buona.

Il Miracolo Umano: Allora, gli ultimi grandi poeti sono stati tutti psicopatici. Dimmi, Marco: tu sei felice, vero?

Lo scarto della palta: Chi può dirlo. Hai posteri l’ardua sentenza. Hai presenti la mia deficienza.

Il Miracolo Umano: In Italia la narrativa non vende un cazzo. E la poesia peggio. Ma darsi all’agricoltura, che vedo anche una certa tua predisposizione?

Lo scarto della palta: Non ci avevo pensato. In effetti potrei avere risultati migliori.

Il Miracolo Umano: La poesia sulla carta igienica è il tuo capolavoro. Ha qualche attinenza con la tua vera essenza?

Lo scarto della palta: Direi di sì. È l’essenza della poesia e della funzione del libro. La poesia fa cagare e il libro serve per pulirsi. Anche se già Dante mi ha rubato l’idea.

Il Miracolo Umano: Quindi, marco, quanto tempo vuoi perdere ancora in questi giochetti da quattro soldi?

Lo scarto della palta: Magari fossero da quattro soldi. È già tanto se ne prendo uno. Purtroppo essendo un po’ pazzo, da buon poeta quale sono, mi sa che non smetterò mai.

Il Miracolo Umano: Quante volte ti hanno preso a calci sentendoti declamare le tue poesie?

Lo scarto della palta: Ti stupirò, ma nessuno mi ha ancora preso a calci. La poesia sembra piacere. Tanti mi battono le mani. Valgono anche quelle in faccia come applausi ?

Il Miracolo Umano: Hai presente il poeta di asterix e obelix? Mi ricorda te. Ma con molto più talento.

Lo scarto della palta: Non ho presente. Se è un poeta difficilmente qualcuno lo ricorderà. Ho scoperto, però, che Panoramix usa i miei libri per accendere il fuoco. Quel poeta avrà più talento, ma io sono più utile.

Il Miracolo Umano: Ho saputo dei tuoi rapporti burrascosi con le case editrici. Dimmi marco, quanti soldi ti hanno dato per non ammorbarle ancora?

Lo scarto della palta: Pochissimi. E ne avrei ricevuti ancora meno se avessi continuato ad ammorbarle.

Il Miracolo Umano: Soldi che hai girato poi ai lettori, immagino, per leggerti. Ovviamente nessuno ha accettato l’offerta, vero?

Lo scarto della palta: Eccome se hanno accettato. Infatti sono in perdita, perché ho speso più soldi per comprare i lettori che per farmi comprare dalle case editrici.

Il Miracolo Umano: Ma la tua ragazza quanto ti ama per lasciarti fare ancora queste stronzate?

Lo scarto della palta: Tanto, tanto, tanto.

Il Miracolo Umano: Dai, ti lascio sfogare. Manda a fanculo qualche lettore o editore che ti sta sul cazzo.

Lo scarto della palta: Fanculo. Devo mettere anche nomi ? Non basterebbe la pagina.

Il Miracolo Umano: Grandissimo marco. Come un granello di polvere! Come una molecola! Come un quark! Come..come un Marco! Ma quanto mi vuoi bene?

Lo scarto della palta: Quanto la grandine ad agosto!!

Mi spiace Marco; non saresti degno nemmeno della beneficienza, figurati della poesia. Che poi, a dirla tutta, la poesia tutta quanta fa cacare. Ed è inutile.

E a voi lettori, che vorrei veder sparire come foglie dagli alberi (vedi, Marco, che in una frase sola ho già battuto la tua intera carriera??), dedico questo vaffanculo 🙂

Meravigliosamente mai vostro

L’autore Spocchioso